La Francia contro Apple: iPhone rallentati per indurre a nuovi acquisti

La procura di Nanterre (in Francia) vuole stabilire se Apple, tramite nuovi aggiornamenti dei software, vuole ridurre la vita dei propri dispositivi per indurre i propri clienti a nuovi acquisti.

Il 27 dicembre 2017 l’associazione “Halte absolescence programmè” (Alt all’obsolescenza programmata) ha esposto denuncia facendo leva sull’argomento degli aggiornamenti software di Apple che tendono ad escludere sempre di più i dispositivi più datati.

Il 5 gennaio le autorità competenti hanno accolto la richiesta e hanno aperto un fascicolo per il servizio investigativo nazionale della direzione generale della concorrenza, degli affari dei consumatori e del controllo delle frodi.

Un’azione legale che da pochi giorni ha fatto ammettere a Apple di aver rallentato i dispositivi vecchi ma negano di voler ridurre la loro durata.

Quello che a prima potrebbe sembrare un capriccio di una piccola associazione verso un colosso della tecnologia mondiale, a prescindere di quanto dira* la procura a riguardo, trova fondamenta in una legge francese del 2016 voluta dal ministro Benoit Hamon per opporsi all’obsolescenza programmata.

Già nel 2012 quando l’iPhone 5 era uscito sul mercato mondiale Hamon aveva promesso di voler approfondire il tema richiesta dall’associazione ecologista “Amis de la Terre" (Amici della Terra).

La legge prevede la reclusione fino a 2 anni di carcere e un’ingente multa che va dai 300mila euro fino al 5% del fatturato.

Ma la Apple non deve affrontare solo questo problema. Dai fondi Jana Partners e Californa State Teachers’ Retirement System, investitori di Apple, è partita una lettera verso Cupertino nella quale si invita l’azienda ad attivare strumenti che impediscano la dipendenza da iPhone su bambini ed adolescenti.

Alcuni studi dimostrerebbero la presenza di tendenze suicide e rischio di depressione sui giovani che eccedono nell’uso degli smartphone. Apple è stata sollecitata a fornire strumenti di controllo ai genitori.

Su questo punto Cupertino ha risposto tramite il Wall Street Journal, ricordando che dal 2008 è possibile ai genitori di controllare i propri figli attraverso, per esempio, l’installazioni o l’eliminazione di applicazioni o ancora vietando l’accesso a specifiche risorse online e contenuti che non sono adatti a minori.

L’impatto sulle persone viene preso seriamente e si legge nella nota ufficiale, con tutte le responsabilità derivanti, Apple si dice completamente impegnata “a soddisfare e venire incontro ad ogni esigenza ee aspettativa dei nostri clienti, specialmente quanto riguarda la protezione dei bambini".

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